La Repubblica Italiana non riconosce e non tutela i titoli nobiliari, in quanto tali. Dopo la soppressione della Consulta Araldica non esiste più un'autorità ufficiale riconosciuta:  operano autonomamente almeno una ventina, gran parte meritevoli, di albi, enti ed associazioni private, ognuna con i propri criteri e modus operandi, oltre ai competenti uffici degli ordini cavallereschi (di Malta, Mauriziano e Costantiniano).

Crediamo tuttavia che la nobiltà non sia mai stata, né può essere un concetto ed un fenomeno statico e statistico: al contrario è una tradizione culturale, uno stile di vita, un criterio di selezione della classe dirigente, di giusta premiazione dei migliori appartenenti ad un popolo, ad una comunità, ad un comune. La giusta tutela del patrimonio storico, genealogico ed araldico di una famiglia, non trova più una tutela legale, ma persiste nell’appartenenza spirituale e comportamentale ad una autentica e più ampia aristocrazia nazionale ed europea.

Esistono diverse associazioni, sodalizi e confraternite cavalleresche, molte delle quali assolutamente serie e benemerite: tuttavia gli ordini cavallereschi, prettamente detti, oltre a quelli statuali, sono solo quelli ufficialmente riconosciuti dalla stato italiano e dalla Santa Sede: lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta), l’OESSG (Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme), l’Ordine Teutonico, l’OSSML (Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro) e quello Costantiniano di San Giorgio (delle tre diverse obbedienze di Parma, Napoli e Spagna).

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